Dalle colline del Monferrato ai tavoli vista mare di Genova, passando per trattorie rimaste ferme agli anni 70 e cascine immerse nel verde: negli ultimi mesi abbiamo mangiato parecchio fuori Milano. Alcuni indirizzi ci hanno conquistati per la cucina, altri per l’atmosfera, altri ancora perché sono quei posti in cui si sta così bene da volerci tornare subito. Ecco quindi i migliori 10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente e che vale davvero la pena segnarsi per le vostre fughe in giornata o un weekend lungo!
10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente
Casa Cassano
📍Rosignano Monferrato (Alessandria)
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Da meno di un anno, tra le colline del bel borgo medievale di Rosignano Monferrato, un team giovane e appassionato (di cucina e buon vino, ovviamente, ma anche d’arte), ha aperto un ristorante strepitoso aperto dal giovedì sera fino alle 17 della domenica, giorno in cui viene proposta anche la formula brunch.
Il menu proposto da Giacomo Beretta – chef e co-fondatore di Casa Cassano – è costruito a partire da materie prime eccellenti e a filiera corta, cambia abbastanza di sovente e propone piatti bilanciati, presentati con cura. Noi abbiamo amato il fungo freddo con julienne di topinambur sott’aceto e siero affumicato; così come lo stupefacente “risotto” di cavolo rapa al burro nocciola e brus, castelmagno, tatsoi (una specie di spinacio) crudo e kosho. E che dire delle pappardelle al burro, limone e salsa XO di salumi? Da leccarsi i baffi. In generale abbiamo trovato particolarmente riusciti soprattutto i piatti vegetariani: anche il radicchio alla brace con salsa aggrumata, scalogno fritto e piada sfogliata al miso, infatti, ce lo ricorderemo a lungo.
Interessante anche la carta dei vini, dalla quale abbiamo scelto una bottiglia di Pork Soda, vino bianco frizzante prodotto nella Valle della Loira da Julien Pineau. La verità è che, anche volendoci metterei dell’impegno, non abbiamo trovato nemmeno un difetto a questa giovane realtà. Lo staff è accogliente e preparato. La location splendida: i pavimenti originali in cotto e le cementine, i soffitti affrescati, i tavoli e le sedie in legno di seconda mano tutti diversi tra loro, un pianoforte, un caminetto, le opere degli artisti che partecipano alle residenze artistiche e una terrazza dove speriamo di mangiare al più presto. Certo, la qualità e la cura hanno (giustamente) un prezzo, dunque aspettatevi di spendere sui 60/65€ a testa circa escluse bevande (tenete presente che solo il coperto ne vale 5 e l’acqua 4) ma, fidatevi di noi anche questa volta, non rimpiangerete di averli spesi.
Trattoria Bruscandoli
📍Siziano (Pavia)
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La posizione piuttosto felice di questo ristorante, immerso nella campagna pavese e a soli 40 minuti da Milano, ce lo aveva fatto già valutare in più occasioni, ma finalmente, qualche weekend fa, è arrivata quella giusta. Gli spazi di Trattoria Bruscandoli (i bruscandoli sono i germogli di luppolo selvatico di cui sono disseminati i campi della zona in primavera) sono piccolini e, anche per arredamento, ricordano una casa a tutti gli effetti, con tavoli e sedie in legno, tovaglie (un miraggio, forse?) bianche ricamate, stoviglie decorate a mano e, in generale, un’aria familiare che fa stare bene, complice anche un piccolissimo cortile in cui prendere un po’ d’aria tra una portata e l’altra.
E, a proposito di portate, anche la cucina è all’insegna della genuinità e della tradizione, senza troppi voli pindarici pur con presentazioni curate e qualche concessione all’estro: il menu è relativamente corto, con diverse proposte fuori carta, da cui attingiamo a piene mani. Per cominciare, impossibile non farsi tentare dai vari salumi (culaccia su tutti), dagli asparagi sormontati da una buona dose di pancetta e dal più deludente vitello tonnato, ma anche dal piatto che da solo vale il viaggio, una deliziosa cipolla brasata con salsa pearà (la nostra nuova religione) e, anche qui, pancetta di Chiarone. A seguire, optiamo per un giro di primi, tra cui delle saporite tagliatelle al ragù di cervo e un buon risotto al taleggio con composta di pere e balsamico di Modena. A chiudere, una torta di compleanno realizzata per l’occasione, con una frolla da buttarsi per terra e una crema al caramello salato davvero sublime. Il piatto migliore? Ci dispiace sempre un po’ dirlo di un dolce, però è così.
Il servizio è giovane e molto informale, ma anche spesso distratto e ruvido, con tempi che tendono ad allungarsi. A questo si aggiungono alcune sviste evitabili, che in un ristorante – dove attenzione e cura dovrebbero essere la base – stonano più del dovuto. Il conto è corretto (dovreste riuscire a stare abbondantemente sotto ai 50€ uscendo ben pasciuti) e si beve bene (anche se i consigli sul vino si fanno attendere e, talvolta, giungono dopo le stesse pietanze).
Casa Gaja
📍Genova
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Casa Gaja, sul lungomare in zona Quinto al Mare a Genova, è uno di quei posti che da fuori rischiano di passare inosservati: insegna discreta, facciata che non promette granché. Poi entri e trovi un ambiente curato, ordinato, con un gusto più preciso e una sensazione generale di maggiore attenzione ai dettagli rispetto a molti indirizzi sul mare in città. A completare il quadro c’è esposta una cantina importante, ampia, con etichette tutt’altro che scontate (ed è chiaramente uno dei punti su cui il locale vuole distinguersi). Il vero motivo per cui, però, viene spontaneo pensare di tornarci e ritornarci volentieri, è la terrazza affacciata sul mare, perfetta per aperitivi con una vista pazzesca a fare da vera protagonista.
Noi eravamo arrivati con aspettative molto alte sulla location e più basse su tutto il resto, e invece il menu si è rivelato più che convincente. La parte dedicata all’aperitivo è molto vasta e ideale per essere condivisa soprattutto in gruppi più o meno numerosi, considerato che le porzioni si sono rivelate molto generose: teglie di farinata o focaccia al formaggio fatta in casa, da scegliere al naturale oppure da arricchire con zola, culatta o pesto, oltre a gnocco fritto e taglieri e una selezione di fritti. Per chi si ferma a cena, la proposta si allarga con piatti che spaziano dalla tradizione ligure (ad esempio pansotti alle noci e mandilli al pesto, sino a grandi classici, come il polpettone di Tossini). Noi abbiamo scelto acciughe fritte e focaccia al formaggio con culatta di culatello, accompagnando il tutto con un’ottima bottiglia di Conterno rosé.
Una menzione felice al servizio: premuroso, attento, rapido nel servire e nel seguire il tavolo, senza mai risultare invadente. L’unica nota meno convincente, proprio in relazione alla curatissima carta vini: con una cantina così importante ci saremmo aspettati un accompagnamento più preparato, con qualche consiglio in più. In ogni caso, Casa Gaja ci ha lasciato ottimi motivi per tornare: il lungomare genovese offre diversi locali con un bell’affaccio, ma qui si viene quando si cerca un ambiente leggermente più elegante, senza rinunciare a piatti golosi e ben preparati, in una location davvero notevole e con una spesa che resta ragionevole per ciò che offre (nel nostro caso, circa 30€ a testa per un aperitivo che si è rivelato essere la nostra cena, con una bottiglia in due). Ah, ricordatevi di prenotare con qualche giorno di anticipo, soprattutto con l’arrivo dell’estate!
Trattoria Aldina
📍Modena
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Anche se è nascosta al secondo piano di un palazzo residenziale, l’ingresso di Trattoria Aldina sarà facile da trovare: basta seguire la lunga coda serpentina che si srotola fino all’antistante mercato coperto Albinelli (se avete tempo, fateci un salto!). È aperta solo a pranzo, domenica esclusa, e non accetta prenotazioni quindi potete solo presentarvi con solerte anticipo. Una volta superata la porta e salita la lunga scalinata vi sembrerà di entrare in un appartamento molto, molto spazioso: nata come mensa negli anni 50, negli anni 70 è diventata trattoria e da allora poco è cambiato, perlomeno nell’atmosfera.
Il menu è abbastanza breve e ruota intorno ai classici della tradizione locale: come primi piatti, abbiamo provato gli stricchetti al Lambrusco con crema di parmigiano e dei tradizionali tortellini in brodo. Già provati dalle porzioni abbondanti, di secondo abbiamo assaggiato solo il bollito misto con salsa verde e rossa e il friggione, un contorno a base di cipolle e pomodoro, delizioso! Nessuna pretesa di alta cucina ma piatti sostanziosi e dal gusto semplice. La carta dei vini è altrettanto stringata, con abbondanza di rossi tra Lambrusco e Sangiovese e pochi bianchi. Il servizio è molto veloce e altrettanto informale, ma nonostante la coda fuori dalla porta non ci è stata fatta alcuna pressione.
I primi piatti vanno dai 9€ ai 12€, i secondi dai 12€ ai 16€ e i contorni dai 4€ agli 8€. Per uscire sazi, bere escluso, non dovreste spendere più di 25€ a testa. Un sogno?
Borgo Condé


In una delle nostre numerose fughe dalla città, siamo venuti a rilassarci al Borgo Condé Wine Resort, un agriturismo nascosto tra le colline romagnole vicino a Forlì che produce anche vini e olio. All’interno della struttura ci sono due ristoranti diversi, entrambi aperti sia agli ospiti che agli esterni, che noi abbiamo ovviamente provato ambedue senza indugi.
Bistrot DiVino è il ristorante più elegante, in cui potete scegliere tra menu alla carta e menu degustazione (da 60€ o da 145€, con wine pairing a parte) che cambiano seguendo la stagionalità degli ingredienti. Vi consigliamo di scegliere questa opzione se cercate una location particolarmente raffinata, con un servizio estremamente attento e un menu con proposte creative e distanti dalla classica cucina regionale. Noi ci siamo innamorati soprattutto dei secondi, grazie a una guancia di maiale con pancetta che si scioglieva in bocca. Unico neo: le porzioni ci sono sembrate un po’ troppo piccole.
Ma il posto che ci è rimasto nel cuore è sicuramente l’Osteria Condé: qui l’atmosfera è più rilassata, complici i tavoli di legno, le pareti di pietra e il caminetto al centro della sala. Il menu ruota orgogliosamente intorno alle specialità del territorio: abbiamo assaggiato i cappelletti con ragù nostrano, deliziosi, e i cappellacci verdi con ricotta e noci ai funghi porcini, abbondanti e saporitissimi. La grigliata di maiale grigione con salsiccia, costine, pancetta e coppa è stata perfetta da dividere in due. Il servizio è caloroso e informale: bere escluso, uscirete sazi con meno di 40€ a testa.
Caffè Vini Emilio Ranzini
📍Torino
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Piola in dialetto piemontese significa corda, spago. In passato, nelle osterie, le bottiglie di vino venivano appese al soffitto con delle corde, ed era normale ordinare da bere chiedendo una bottiglia “dalla piola”. Capite bene perché, oggi, a Torino e dintorni questa parola sia diventata sinonimo di ristorante tradizionale. Potrete immaginare la nostra gioia quando siamo finiti per caso in questa storica piola a due passi dal Duomo, gestita da due generazioni dalla famiglia Ranzini, dopo una visita al Centro Italiano per la Fotografia (che organizza sempre mostre eccezionali!).
L’ambiente è piccolo e raccolto, con pochi tavoli che vengono anche condivisi, e il menu essenziale: oltre a taglieri e panini, trovate polpette e piattini da condividere. Quelli su cui ci siamo buttati noi, assagiando delle ottime acciughe al verde, polpette di carne, friciulin di patate e di spinaci (nient’altro che polpette schiacciate tipiche del Piemonte), peperoni al forno e una squisita giardiniera. Il servizio è veloce e un po’ spiccio ma molto gentile e l’atmosfera ospitale: un posto a cui ci affezioneremmo sicuramente se fosse sotto casa. Bere escluso, potreste uscire sazi spendendo circa 15€ a testa: con i quartini di vino che oscillano tra i 3,5€ e i 6€, comunque, l’accompagnamento alcolico non peserà troppo sul conto.
Cascina Resta


Cascina Resta è una recente apertura, a poco più di 30 minuti da Milano, di cui avevamo sentito parlare parecchio e che abbiamo finalmente provato in occasione di un compleanno. Un posto che, una volta arrivati, si è dimostrato all’altezza delle aspettative – se non addirittura capace di superarle – e che funziona particolarmente bene quando c’è qualcosa da festeggiare, tra tavolate numerose, convivialità e un’atmosfera rilassata ma curata. La location è senza dubbio uno dei suoi punti di forza: una cascina meravigliosa, con un cortile ampio e ben ombreggiato che, nelle belle giornate, invita a trattenersi e a stare seduti a lungo (è forse quesya la nostra specialità?).
Il menu cambia forma a seconda del momento: à la carte il venerdì e il sabato sera, formula lunch dal mercoledì al venerdì a pranzo, mentre nel weekend a pranzo si opta per il menu degustazione (il sabato da 3 o 5 portate, rispettivamente da 40 a 50 €; la domenica solo da 5 portate), che è stato proprio il nostro caso. Abbiamo iniziato con una tartare di manzo, arricchita da un dressing alla kombucha di ribes, senape antica e tuorlo affumicato. A seguire i primi, serviti in bis: un risotto al limone, zafferano ed erbe dell’orto, fresco, cotto perfettamente, e dal gusto ben centrato, accanto a ravioli alle erbe, più delicati. Per secondo, un codone di manzo con chimichurri di campo, accompagnato da patate sabbiate davvero memorabili e cipolla pickled. A perfetta chiusura, un sablé al cioccolato con frutti di bosco. In generale, abbiamo ritrovato una cucina equilibrata, con piatti ben eseguiti ed eleganti anche nell’impiattamento. Convince molto anche la carta vini, con una scelta concentrata sul territorio: perchè è facile andare sempre sulla Francia, più complesso, ma decisamente più interessante, restare in Lombardia e bere così bene.
Nota finale per il servizio, vera sorpresa della giornata: gentile, accorto, disponibile, presente senza mai essere invadente. In più, una piccola bottega in loco con prodotti della cascina (gin, liquori, ma anche miele, marmellate, composte, tutte rigorosamente a km 0) e un contesto che si rivela anche molto baby‑friendly, grazie agli spazi aperti e ai tanti animaletti che popolano la cascina. Ci torneremmo domani, si era capito?
Agriturismo Nonna Du


Nonna Du è uno di quei posti che si raggiunge lasciandosi alle spalle la strada principale per addentrarsi tra le colline del Gavi, circondati da vigneti e campagna, con la sensazione, già all’arrivo, di essere (finalmente) altrove. Siamo a pochi minuti dal centro di Gavi, ma immersi in un contesto agricolo autentico e tranquillo.
Il pranzo scorre piacevole fin dall’inizio, con un assaggio di antipasti misti che raccontano una cucina conviviale, generosa e ben eseguita: insalata russa, tortino di carciofi, panissa di ceci e peperone con bagna cauda accompagna il tutto con sapidità e carattere. Tra i primi, i ravioli del plin in sugo d’arrosto sono l’unico passaggio che ci ha convinti meno: le porzioni, davvero abbondanti, hanno fatto sì che la pasta proseguisse la cottura, risultando un po’ troppo morbida al morso. Di tutt’altro tono il risotto con fonduta di Montebore e nocciole, eccellente per equilibrio e comfort, e la tartare di manzo, ben fatta, servita con uovo e condimenti, semplice, ma non per questo meno convincente.
Nel complesso, un pranzo molto piacevole, che con circa 40 euro a persona (vino incluso) permette di uscire dal tavolo decisamente soddisfatti. Aggiungiamo che durante la bella stagione il dehors immerso nel verde dà il meglio di sé, e a completare l’esperienza ci sono anche alcune camere in cui pernottare e una splendida piscina, perfetta per trasformare un pranzo domenicale in una vera fuga da Milano.
Alva


Ci sono posti che, col tempo, diventano una tappa fissa. Alva, proprio sulla strada tra Lecco e la Valsassina, è uno di questi: un pit stop a cui non riusciamo mai a rinunciare quando partiamo per un weekend in montagna o quando siamo di ritorno verso Milano. Più che un ristorante, è una bottega gastronomica con cucina, perfetta sia per una pausa veloce sia per fare rifornimento di tutte quelle specialità locali che ci piacciono assai.
Appena entrati si viene accolti dal profumo di griglia, salumi e formaggi, e diventa subito chiaro che sarà difficile limitarsi a un semplice assaggio. Il nostro rituale però è ormai ben consolidato: bresaola – che affettiamo da soli – con un buon bicchiere di vino; gli immancabili pizzoccheri – unti, filanti e semplicemente da urlo – insieme alla polenta taragna; e il panino con la salamella, un vero evergreen di cui facciamo sempre il bis, se non addirittura il tris.
Lo spazio all’interno è ampio e accogliente e nelle giornate di sole si può mangiare all’aperto, godendo dell’arietta fresca di montagna e dei simpatici animali che scorrazzano nei dintorni (è un posto ideale anche per chi viaggia con i bambini!). Poi, come da tradizione, prima di ripartire, è d’obbligo fare scorta di formaggi e salumi del territorio da portare a casa.
Insomma, se siete diretti in Valsassina o di ritorno da una gita sul lago di Lecco, Alva è una fermata che consigliamo senza esitazioni: tradizionale, conviviale e con rapporto qualità prezzo davvero imbattibile. Con circa 10 euro a testa si mangia e si beve più che bene. Noi lo scegliamo ogni volta e non ci ha mai delusi: una certezza assoluta!
Circolino Città Alta
📍Bergamo
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Vi avevamo già parlato di questo locale storico nel cuore della città alta di Bergamo. Un tempo sede di un antico monastero, poi convertito a carcere, oggi è bar, ristorante, pizzeria e progetto sociale. Il Circolino, infatti, è gestito dalla Cooperativa Città Alta, un’impresa sociale che utilizza una parte dei ricavi per realizzare progetti di natura socio-assistenziale, educativa e culturale nel territorio. Durante la stagione fredda potete accomodarvi all’interno, tra le ampie sale decorate da affreschi settecenteschi, mentre d’estate non potete assolutamente perdervi lo splendido giardino esterno riparato da un pergolato d’uva.
Il menu include sia pizze che i grandi classici della cucina bergamasca: iniziamo con un tagliere di formaggi “I bergamaschi poco noti” che includeva Torta Orobica, Regiur e Ol minadur accompagnati da marmellata di pere e pere, Gorgonzola D.O.P. naturale servito con miele millefiori. Squisiti! Abbiamo poi proseguito con i casoncelli, conditi con una profusione di pancetta che abbiamo molto apprezzato e bocconcini di manzo brasati al Valcalepio rosso Doc con polenta, abbondanti. Le preparazioni sono semplici e non particolarmente ricercate ma gustose. Il servizio è veloce e molto gentile: bere escluso dovreste riuscire a spendere senza problemi meno di 40€ e uscire sazi e felici.
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